In dermatologia il termine Lichen viene usato per indicare un gruppo di malattie della pelle che hanno in comune la comparsa di lesioni cutanee di aspetto secco, crostoso, desquamante, che ricorda quello di alcuni licheni.
Dal punto di vista clinico, nella sua forma tipica, è un’affezione facilmente riconoscibile, essendo caratterizzata dalla presenza di due sintomi cardinali: la papula lichenoide e il prurito. La papula lichenoide ha una morfologia peculiare: appare, infatti, a contorni poligonali, è lucente in superficie, di colorito violaceo. Le papule, che sono per lo più di piccole dimensioni, possono ritrovarsi, isolate o variamente confluenti.
Le cause sono sconosciute: vengono colpiti di solito giovani adulti, a temperamento ansioso, neurolabili, a volte dopo traumi psichici. A volte semplici situazioni di forte pressione emotiva prolungata posso costituire causa scatenante anche in soggetti che non presentano altre caratteristiche tipiche.
La malattia è fortemente pruriginosa e in taluni casi questo sintomo è di tale gravità da impedire il sonno e rendere il paziente fortemente irritabile.

Oltre alle lesioni cutanee, nel l. planus sono spesso rilevabili lesioni a carico delle mucose del cavo orale (specialmente sulla faccia interna delle guance), e dei genitali esterni. In tali casi si rileva, all’ispezione, un fine reticolo biancastro. Esiste inoltre una forma di l. planus limitata alla sola mucosa del cavo orale oppure ai soli genitali.
È interessante notare come le tipiche papule del l. planus possono comparire anche su cute clinicamente indenne in sede di trauma: questo fenomeno, detto isomorfismo reattivo o effetto di Koebner, si riscontra pure in altre dermatosi e, particolarmente, nella psoriasi.
La dermatosi tende spesso a recidivare anche nel corso di alcuni anni.

Il lichen sclerosus o scleroatrofico è una malattia cronica della pelle che colpisce principalmente le zone genitali e anali, ma in alcuni casi può colpire anche il tronco, il seno e le braccia: si manifesta in diverse categorie di persone, donne (soprattutto dopo la menopausa), uomini (pochi casi) e bambini (i casi sono molto rari).
Nelle fasi iniziali della malattia compaiono delle piccole macchie bianche sulla pelle, lucide e piatte, che con il prosieguo della patologia si ingrandiranno e aumenteranno in numero. La pelle in queste zone tenderà ad assottigliarsi e raggrinzirsi fino anche a lacerarsi.
Le cause del Lichen scleroatrofico non sono ancora certe. Alcuni medici ritengono però che tale patologia si associabile ad una iperattività del sistema immunitario e/o a disturbi ormonali. Le lesioni sembrerebbero il risultato di un processo infiammatorio controllato da specifici globuli bianchi: i linfociti T.
Si ritiene inoltre che nell’insorgenza della malattia vi possa essere carattere ereditario.
Anche questa forma di Lichen appare molto spesso su zone in cui la pelle è stata precedentemente danneggiata (effetto Koebner).

L’azione di immuosoppressione della fototerapia UVB a banda stretta riduce gli eccessi e stabilizza l’attività del sistema immunitario: cessa così l’aggressione dei linfociti T che è causa dell’infiammazione cronica.
Il trattamento del Lichen è molto simile a quello della Psoriasi: esposizioni trisettimanali a dosaggi gradualmente crescenti che durano da un minimo di due ad un massimo di 4 mesi.
Gli effetti si manifestano con la sedazione del prurito, dopo circa 20 gg, e a seguire con la riduzione delle manifestazioni cutanee: è opportuno proseguire il trattamento per alcune settimane anche dopo l’eliminazione dei sintomi, per consolidare i risultati raggiunti e avere una maggior latenza positiva che scongiuri una rapida recidiva.